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Glorenza – la città più piccola delle Alpi 
Traffico e frenesia svaniscono come per incanto non appena varcata la porta della città. Glorenza ha attualmente 935 abitanti e spicca per la cinta muraria perfettamente conservata e i vicoli interamente percorribili a piedi, in pochissimo tempo. È proprio la compattezza del centro il tratto distintivo di Glorenza, dove tutto è raccolto e autentico, e ogni pietra racconta una storia.
Gli highlight di Glorenza, in Val Venosta:
- la cinta muraria perfettamente conservata e dotata di torri di guardia
- i pittoreschi portici
- la piazza con i palazzi storici
La particolarità:
Glorenza è la città più piccola delle Alpi, e non ha intenzione di cambiare: nessuna nuova costruzione davanti alle mura, nessuna ambizione espansionistica verso l’esterno. La vita quotidiana si concentra invece in uno spazio raccolto, dove il panettiere conosce i clienti per nome e, attraversando la piazza, si incontra sempre qualcuno che si conosce.
Il mio consiglio:
Per la vista migliore sulle mura della città basta lasciare il centro e fare una breve passeggiata in direzione dell’Adige. Per i buongustai, è anche l’occasione perfetta per abbinare una piacevole sosta alla distilleria di whisky Puni.
Informazioni sulla città di Glorenza
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Chiusa – la città dei pittori 
Stretti vicoli, alte facciate e la luce che filtra radente tra gli edifici: non c’è da stupirsi che Chiusa sia da sempre un’attrazione irresistibile per i pittori. Con circa 5.200 abitanti, la città si trova ai piedi del Monastero di Sabiona, che troneggia imponente su una rupe rocciosa e plasma già da lontano il paesaggio. Aggirandoti senza meta nel centro storico, capirai subito perché Chiusa ha ispirato così tanti artisti.
Gli highlight di Chiusa in Valle Isarco:
- il Monastero di Sabiona, che troneggia su una rupe sopra la città
- il centro storico, con i vicoli e i caratteristici bovindi
- il Museo Civico della città, con il tesoro di Loreto
La particolarità:
Nessun’altra città altoatesina ha attirato così tanti artisti come Chiusa. La luce inconfondibile che illumina i vicoli, le facciate e la vista sul Monastero hanno affascinato nel corso della storia generazioni di pittori e dato vita a una tradizione ancora palpabile ad ogni angolo, che si riflette nelle piccole gallerie d’arte, nelle case dipinte e nell’atmosfera di quiete che si respira non appena ci si allontana dalla strada principale.
Il mio consiglio:
Sali fino al Monastero di Sabiona: il percorso è un po’ ripido, ma la vista che potrai ammirare dall’alto su Chiusa e sulla Valle Isarco ti ricompenserà della fatica.
Informazioni sulla città di Chiusa
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Vipiteno – piccola città, grande storia 
I portici della città nuova sono come un vero e proprio palcoscenico, da secoli punto di incontro per artigiani, commercianti e agricoltori. Con circa 7.000 abitanti, Vipiteno si trova in Alta Valle Isarco, circondata dalle vette della catena alpina meridionale. Tra la parte antica e nuova dell’abitato, a Vipiteno si respira ancora oggi l’atmosfera di una città commerciale, che si è sviluppata progressivamente nel corso dei secoli.
Gli highlight di Vipiteno in Alta Valle Isarco:
- la Torre delle Dodici, simbolo della città, tra la parte vecchia e nuova del centro
- l’area pedonale della città nuova, con le facciate colorate e i caratteristici bovindi
- il Museo Multscher, con i suoi capolavori di arte tardogotica
La particolarità:
Vipiteno è da sempre un crocevia, un punto di incontro tra nord e sud. La posizione strategica ha plasmato la città: il commercio, l’artigianato e gli intensi scambi attraverso le Alpi hanno lasciato tracce ancora oggi visibili nei palazzi della borghesia nella città nuova. Ma Vipiteno non è rimasta un semplice luogo di transito! Oggi si presenta come una splendida località di vacanza, che coniuga l’atmosfera suggestiva e raccolta di un borgo con le ambizioni di una città. Ciò che però la rende davvero unica è la possibilità di raggiungere in pochissimo tempo le piste degli sport invernali. Le passeggiate nel centro storico e lo sci alpino qui sono più vicini che in qualsiasi altro luogo dell’Alto Adige.
Il mio consiglio:
Durante una passeggiata in città, varca la soglia del grande portale del Municipio, aperto al pubblico durante il giorno. Ti ritroverai in un cortile interno in stile rinascimentale, con antiche fontane e archi gotici, dove il vivace trambusto della vicina via dello shopping sembra dissolversi all’istante.
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Brunico – il cuore della Val Pusteria 
Brunico è il luogo di incontro di tutta la Val Pusteria. Con circa 17.100 abitanti, la città è il cuore pulsante della regione, vivace ma allo stesso tempo a misura d’uomo. Qui, alla mattina si acquista il pane nell’area pedonale per ritrovarsi poco dopo a 2.000 metri di altitudine.
Gli highlight di Brunico in Val Pusteria:
- la Via Centrale, un’incantevole area pedonale fiancheggiata da case con le tipiche facciate colorate
- il Castello di Brunico, che ospita il museo MMM Ripa di Reinhold Messner
- Plan de Corones, la montagna locale, con il Museo Lumen, dedicato alla fotografia di montagna, l’MMM Corones progettato da Zaha Hadid e la Campana della pace
La particolarità:
Brunico è una città che si può visitare a piedi in un solo pomeriggio. Il suo punto di forza è la compattezza: il castello, l’area pedonale e i dintorni sono vicinissimi tra loro, in un piacevole alternarsi tra passeggiate in centro e scorci panoramici sulle montagne. Allo stesso tempo, Brunico è la porta di accesso al Plan de Corones e bastano pochi minuti per passare dallo shopping alle escursioni o alle piste da sci.
Il mio consiglio:
Sali fino al Castello di Brunico e visita il museo MMM Ripa, un’esposizione dedicata ai popoli delle montagne di tutto il mondo. Un’esperienza unica e un’interessante alternativa alla vivace atmosfera della Via Centrale. E poi, la vista panoramica sul centro storico è davvero bellissima!
Informazioni sulla città di Brunico
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Laives – la città delle mele alle porte di Bolzano 
Costruita nel 1985, Laives è la più recente delle otto città altoatesine e, con i suoi circa 18.600 abitanti, una delle più popolose. È nota come “città delle mele” per i frutteti che si estendono a perdita d’occhio nei suoi dintorni. Situata a pochi chilometri a sud di Bolzano, Laives è un punto di incontro tra cultura tedesca e italiana, che qui si fondono con una naturalezza quasi unica in Alto Adige.
Gli highlight di Laives nell’area vacanze di Bolzano e dintorni:
- la cappella di San Pietro situata in una collina sopra l’abitato, raffigurata anche nello stemma del paese come simbolo della cittadina
- la nuova chiesa parrocchiale, ampliamento moderno dell’antica chiesa di Sant’Antonio Abate e San Nicolò, vincitrice del Premio Architettura Alto Adige
- il sito archeologico nel parco di Via Galizia, dove è possibile ammirare i resti di un insediamento retico di epoca preromana
La particolarità:
In assenza di uno scenario medievale o di un paesaggio urbano da cartolina, a prima vista Laives è indubbiamente poco appariscente. A uno sguardo più attento, però, si scopre una città in continua evoluzione, dove elementi antichi incontrano l’architettura moderna, e i gruppi linguistici italiano e tedesco convivono così armoniosamente da aver dato vita a un’identità condivisa. Chi visita Laives, più che ammirare monumenti storici, potrà immergersi in un’atmosfera di autentico vissuto quotidiano, nella cornice di splendidi frutteti e nelle immediate vicinanze di Bolzano e del lago di Caldaro.
Il mio consiglio:
Visita Laives in primavera, durante la fioritura dei meli. In questo periodo, i prati intorno alla città si trasformano in un tappeto di fiori. Un giro in bicicletta è il modo migliore per godersi questo spettacolo della natura, soprattutto in direzione del lago di Caldaro o con una breve deviazione verso la cappella di San Pietro, da dove è possibile ammirare le fioriture dall’alto.
Informazioni sulla città di Laives
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Bressanone – la città dei vescovi 
Bressanone è la città più antica del Tirolo. Un luogo ricco di testimonianze del passato, custodite in ogni angolo del centro storico. Con circa 21.000 abitanti, Bressanone è adagiata nel cuore della Valle Isarco, nella cornice di vigneti e frutteti. Tra il Duomo e l’Hofburg, lo storico palazzo vescovile, si alternano il fascino solenne della storia e un’atmosfera giovane e vibrante, animata da studenti, caffetterie e un mercato settimanale dove gli agricoltori dei dintorni vendono i loro prodotti.
Gli highlight di Bressanone in Valle Isarco:
- il Duomo e la Piazza del Duomo, con il vicino Chiostro
- l’Hofburg, un tempo residenza dei Principi Vescovi, che oggi ospita il Museo Diocesano
- il centro storico con i portici, i bovindi e il ponte sull’Isarco
La particolarità:
A Bressanone, la storia religiosa e la vita studentesca si intrecciano con una naturalezza quasi unica per l’Alto Adige. Per secoli, la città è stata residenza dei Principi Vescovi, mentre oggi è una sede universitaria, in un percorso di transizione che ha saputo mantenere quasi intatto il centro storico. Ma Bressanone ha anche un’altra particolarità: è vicinissima alla montagna! Da qui, la Plose è raggiungibile in pochi minuti.
Il mio consiglio:
Attraversa il Ponte Aquila sull’Isarco e lasciati alle spalle le vie dello shopping nei pressi del Duomo per entrare nel mondo di Stufles, il rione più antico di Bressanone. I vicoli, fiancheggiati da edifici storici e cortili interni nascosti, sono così stretti da non consentire l’accesso alle auto. Un luogo di grande suggestione, dove il tempo sembra essersi fermato.
Informazioni sulla città di Bressanone
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Merano – la città termale dal fascino mediterraneo 
Una città dove le palme convivono fianco a fianco con le piante alpine e il clima è molto più mite rispetto al resto dell’Alto Adige. Adagiata in una conca, in posizione riparata, Merano ospita circa 42.000 abitanti e conserva ancora oggi il fascino e la tradizione del suo passato di città di cura, con le eleganti facciate in stile liberty, gli ampi viali per le passeggiate e uno stile di vita sospeso tra atmosfere alpine e mediterranee.
Gli highlight di Merano:
- il Kurhaus in stile liberty, i portici dalle caratteristiche arcate e il centro storico intorno a Piazza Duomo
- le Terme di Merano, un moderno mondo d’acqua e wellness nel cuore della città
- i Giardini di Castel Trauttmansdorff, paradiso botanico con vista sulla città più volte premiato come parco più bello d’Italia
La particolarità di Merano:
A Merano, il fascino mediterraneo si fonde perfettamente con lo scenario alpino, creando un mix perfetto che non ha praticamente eguali in Alto Adige. Una città di contrasti e incontri, dove palme e piante di agrumi crescono sullo sfondo di vette incappucciate di neve, mentre la mondana architettura liberty fa da cornice al vivace mercato settimanale e le tipiche Weinstube si alternano a caffetterie ed eleganti boutique.
Il mio consiglio:
Percorrendo la passeggiata Tappeiner, in pochi minuti lascerai la città per immergerti tra pittoreschi vigneti, mentre la vista spazia sui tetti di Merano e sulle montagne.
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Bolzano – il capoluogo dell’Alto Adige 
Concludiamo il nostro viaggio con Bolzano, la più grande delle città della regione. Un luogo dove l’influenza tedesca e italiana è presente nella vita di tutti i giorni: basta aggirarsi tra le bancarelle del mercato sotto i portici per sentire il naturale alternarsi delle due lingue anche in un’unica frase. Con circa 107.000 abitanti, Bolzano è l’unica vera grande città della regione, che è comunque possibile esplorare facilmente a piedi in un solo pomeriggio.
Gli highlight di Bolzano:
- il Museo Archeologico dell’Alto Adige, che ospita Ötzi, la mummia del Similaun, vero gioiello della collezione
- i portici, il cuore storico dello shopping della città, con i negozi e le caffetterie che si susseguono sotto le caratteristiche arcate
- Piazza Walther, la principale della città, con il duomo e il monumento dedicato a Walther von der Vogelweide
La particolarità di Bolzano:
Nessun’altra città dell’Alto Adige offre così tanta varietà in uno spazio così raccolto: il centro storico medievale, lo charme italiano e, tutt’intorno, le vette delle Alpi. Bolzano è allo stesso tempo capoluogo di regione e punto di partenza per esplorare i dintorni. Da qui sono raggiungibili in pochi minuti non solo Caldaro, Appiano e la Strada del vino dell’Alto Adige, ma anche il Renon, in passato luogo di villeggiatura dei bolzanini e ancora oggi apprezzata meta di escursioni.
Il mio consiglio:
Attraversa il Ponte Talvera in direzione ovest, verso il quartiere Gries, un tempo rinomata località di cura dell’Impero Austro-Ungarico, oggi abbellito da palme e antiche ville signorili. Visita la chiesa barocca dell’Abbazia di Muri prima di proseguire la salita con la passeggiata del Guncina, che si snoda lungo piacevoli tornanti sul versante roccioso.
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